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uomor
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“quale intensa comicità deriva dallo spirito fantastico! (…) sì, questi spiriti chimerici, questi folli, così stranamente ragionevoli, ci fanno ridere.(…) anche loro sono corridori che cadono, ingenui che qualcuno piglia in giro, uomini correnti dietro a un ideale, ma che inciampano nella realtà, sognatori che la vita maliziosamente persegue. ma essi sono soprattutto dei distratti, con questa sola superiorità sugli altri, che la loro distrazione è organizzata intorno ad un idea centrale e le loro disavventure sono legate dall’inesorabile logica di cui la realtà si serve per correggere il sogno” (da Il riso, bergson).
palermo, teatro tre, dal 4 al 6 febbraio 2005 (debutto)
Recensioni BALARM palermo, 18 febbraio 2005, un articolo di maria teresa de sanctis Con lo spettacolo ”Uomor”, un collage di brevi testi comici, interpretati dai bravi attori Rosario Palazzolo, Anton Giulio Pandolfo e Roberto Spicuzza, quest’ultimo anche regista del lavoro (le musiche sono di Maurizio Curcio, il progetto luci di Angelo Spicuzza e i costumi della sartoria Pipi), in scena a Palermo dal 4 al 6 febbraio, i nostri, e cioè La Compagnia del tratto, hanno inaugurato in città il loro spazio, il TeatroTre. Il novecento, l’uomo nuovo e l’umorismo, tutto questo è il recital “Uomor”: una carrellata di atti unici e monologhi dei più grandi autori comici del secolo appena concluso all’insegna di questi tre elementi, come ricorda al pubblico il simpatico siparietto che fa da leit motif allo spettacolo (tre voci maschili fuori campo si interrogano di continuo sulla preziosa combinazione sovrapponendosi le une sulle altre con un intercalare di frasi spezzate, mentre sulla scena tre sagome immortalate in movenze matissiane spiccano su uno sfondo bianco). In una polverosa soffitta (potrebbe anche essere una cantina in verità, come la tradizione teatrale ci racconta …), piena di oggetti dimenticati, i tre attori, con ritmo e brio danno vita a un ricco repertorio di pezzi famosi e non (l’ilarità del “sarchiapone” del mai dimenticato Walter Chiari, l’amara ironia del signor G di Gaber, la comicità tutta musicale di un delizioso sketch, giusto per citarne alcuni), riuscendo pienamente nel loro intento. Infatti dall’affiatamento dei tre, peraltro ben assortiti nella loro tipologia di attori, il serio Spicuzza, il comicissimo Pandolfo e l’atletico Palazzolo (bravo interprete del famoso pezzo del tic di Gaber), viene fuori una spassosa formazione in grado di divertire cantando e recitando, da veri professionisti della scena.
PALERMO 24 H, 18 febbraio 2005, un articolo di serena sirchia Il recital a tre voci di Rosario Palazzolo UOMOR atti unici, monologhi e brevi dialoghi dei più grandi umoristi del ‘900, ha registrato il tutto esaurito ed una ottima risposta dell'eterogeneo pubblico in sala, con risate ed applausi a scena aperta. Gli attori (i tre componenti della Compagniadeltratto), dalle differenti caratterizzazioni dei personaggi, si sono ben amalgamati, così che dal flemmatico Anton Giulio Pandolfo, si è giunti al sanguigno Roberto Spicuzza, passando attraverso il conciliante Rosario Palazzolo. La struttura del piccolo teatro si sviluppa in profondità ed il palchetto a pochi metri dalla prima fila ha determinato oltre che la vicinanza fisica con gli attori, di cui erano ben visibili volti, gesti ed espressioni, anche quella di tipo emozionale che ha reso immediato il coinvolgimento del pubblico. Uomor si è presentato dinamico anche per l'alternanza di momenti di corale recitazione, con altri in cui ogni attore si è espresso attraverso dei monologhi. Uno spettacolo esuberante e ben articolato per la scelta dei testi e per le capacità dei suoi interpreti, rappresentativi di un teatro che utilizza il potere evocativo dell'attore e che lascia all'immaginazione dello spettatore il compito di completare la scena; i costumi sono per questo motivo ridotti al minimo, accompagnati di volta in volta da pochi oggetti, come è anche in uso nel teatro del mimo.
ITALIA SERA, 8 novembre 2005 un articolo di alessandro venditti Uomor di Rosario Palazzolo è lo spettacolo proposto alla Sala Orfeo del Teatro dell’Orologio fino al 13 Novembre. Il sipario si apre con un’illustre citazione (la pirandelliana differenza tra comicità ed umorismo. Uomor è uno spettacolo dalle atmosfere coinvolgenti. E’ una carrellata, ben costruita e ritmata di monologhi e atti unici dei più grandi autori umoristici del Novecento.
La Compagnia del Tratto con Uomor di Rosario Palazzolo è alla sala Orfeo dell’Orologio. La Compagnia del Tratto è una giovane formazione che opera a Palermo nell’ambito del teatro di ricerca e che, parallelamente, si occupa della promozione di nuovi testi drammaturgici, organizzando periodiche manifestazioni culturali. Anton Giulio Pandolfo, Rosario Palazzolo e Roberto Spicuzza affrontano con evidente perizia un collage dei maggiori umoristi del ‘900. Un recital a tre voci e i testi di Petrolini, Pirandello, Karl Valentin, Walter Chiari, Antonio De Curtis, achille Campanile, I Brutos, Giorgio Gaber, Stefano Benni, raccolti e collegati in modo ragionato da Rosario Palazzolo. La regia di Spicuzza si concentra sui tempi e sui ritmi, strappando al pubblico frequenti risate. Si parla del ‘900 e dell’uomo nuovo, dei teatri vuoti perché non esiste il teatro dell’obbligo, di un treno Roma-Palermo che ferma a Tiburtina, Ostiense, Barberini, Spagna e… Palermo centrale. Nessuna fermata intermedia.
E-PROFESSIONE SPETTACOLO.IT, 13 novembre 2005, un articolo di monica riccucci Al teatro dell’Orologio è di scena la Compagnia del Tratto con Uomor, firmato da Rosario Palazzolo (con Anton Giulio Pandolfo, lo stesso Palazzolo e Roberto Spicuzza che firma la regia, musiche di Maurizio Curcio suonate, dal vivo, da Vincenzo Biondo al pianoforte; impianto luministico di Antonio Sposito). Uomor è un recital in cui si alternano monologhi e dialoghi scelti nel repertorio di Ettore Petrolini, Luigi Pirandello, Karl Valentin, Walter Chiari, Dino Buzzati, Eduardo De Filippo, Antonio De Curtis, achille Campanile, I Brutos, Giorgio Gaber, Stefano Benni. Un viaggio nell’umorismo del Novecento, quasi un tributo a chi ha scritto la storia del Teatro e dello Spettacolo moderno; tributo reso con sobrietà e garbo da un tris d’attori affiatato ed efficace. Una performance dal respiro brillante che, in armonia con la preparazione degli interpreti, è ben giocata sul piano ritmico e dei controscena. Generosi gli applausi e i sorrisi del pubblico uno spettacolo a cui “…non diciamo addio, ma un arrivederci!”.
L’ATTUALITA’, novembre-dicembre 2005, un articolo di franco vivona Un evento da non perdere al Teatro dell’Orologio di Roma con la Compagnia del Tratto che presenta Uomor, ovvero atti unici, monologhi e dialoghi dei più grandi umoristi del ‘900, il tutto contenuto da un saettante recital a tre voci di Rosario Palazzolo con Anton Giulio Pandolfo, Roberto Spicuzza e Rosario Palazzolo, la regia di Roberto Spicuzza e le musiche di Maurizio Curcio (al piano Vincenzo Biondo). Uno spettacolo di grande impatto questo, che regala risate e qualche riflessione. Fino al 13 novembre. |
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