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'A CIRIMONIA

di Rosario Palazzolo

Trilugia dell'impossibilità
Secondo atto: L'impossibilità della verità


diretto e interpretato da Rosario Palazzolo e Anton Giulio Pandolfo
assistenti alla regia Monica Andolina e Alessandro Palazzolo
la voce del bambino è di Giulio Gulizzi
la voce della bambina è di Delia Calò
musiche originali di Francesco Di Fiore
coproduzione Compagnia del Tratto e Teatro Libero Incontroazione - Stabile d'innovazione della Sicilia

Spettacolo vincitore de
18° FIT/FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO Lugano (CH)
Concorso Fringe L'AltroFestival 2009
Nel 2010 selezionato per la partecipazione alla 6° edizione del Festival Intenazionale Incontriteatrali 2010 a Lugano
Menzione speciale PREMIO IN-BOX2010

Esiste una sola verità, ma nessun modo per esprimerla.

A quelli che non sanno dire.
O come dire.
O quando dire.
Sempre che ci sia qualcosa da dire.

Dopo Ouminicch' (Palermo, 2007), ho deciso di comporre una Trilogia. Una Trilugia anzi, che serva a descrivere, partendo dalla concretezza della cultura siciliana, l'universalità delle relazioni umane, in un gioco di dissimulazioni e silenzi, di voracità e innocenza.
Se in Ouminicch' l'oggetto dello scandaglio era la relazione fra l'uomo e la società, in ‘A cirimonia si analizza il rapporto tra l'uomo e l'uomo, tra l'uomo e una qualsiasi altra singolarità. Secondo tassello della Trilugia, ‘A Cirimonia è uno spettacolo sulla solitudine, sull'impossibilità di parlarsi, sull'inadeguatezza di qualsiasi verità. Due personaggi in scena (‘U masculu e ‘A fimmina), in un luogo che ha smesso di rivelarsi, celebrano una cerimonia sghemba, che si annuncia inutile. Una cerimonia che li obbliga a un dialogo che solo apparentemente è privo di senso, un dialogo straripante di silenzi pieni di paura che man mano si trasforma, che diviene urlo, esigendo un ritmo da tragedia e una musicalità surreale, in una perfetta idiosincrasia di stati d'animo.
È una cerimonia che si ripete da anni, quella a cui il pubblico assiste. I due personaggi, utilizzando un gioco grottesco (‘u Mi ricord), sono obbligati a ricordare, tentando di appigliarsi a un qualche brandello di verità. Una verità, però, che inesorabilmente risulterà inafferrabile.
Il tutto, in una lingua vivida, un palermitano violento e realistico che spiazza lo spettatore e lo opprime in un contesto visionario e squamoso.
E poi la musica. Che assoggetta gli stati d'animo a un dolore (e a un torpore) indegno persino a pensarsi.

DEBUTTO E REPLICHE
Napoli, Teatro Elicantropo, dal 22 gennaio al 1 febbraio 2009
Palermo, Teatro Libero, dal 9 al 28 marzo 2009
San Cataldo(CL), Teatro G. Curto, 20 maggio 2009
Palermo, Teatro Libero, dal 27 al 29 maggio 2009
Mussomeli(CL), Palazzo Sgadardi, 7 settembre 2009
Milano, Teatro della Contraddizione, dal 24 ottobre al 8 novembre 2009
Lugano(CH), Teatro Nuovostudiofoce, FIT, 31 ottobre 2009
Savona, Cantina Teatrale Cattivi Maestri, 10 e 11 novembre 2009
Lugano(CH), sala Il Cortile, per Incontri Teatrali, 17 aprile 2010
Siena, sala Lia Lapini, 10 dicembre 2010
Palermo, Teatro Dante, 17 febbraio 2011, per la rassegna Kilometro zero
Marcialla, Teatro Margherita, 12 marzo 2011, per Valdelsa off - Drammaturgie sensibili
Pagliara (ME), Pubblico Incanto Artheatre Festival, 29 luglio 2011

 

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