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Sono nato a Palermo, il 5 giugno del 1972 (un lunedì, mi pare). E a Palermo sono rimasto, fino ad oggi. Nel ’92, conclusa la scuola alberghiera con un futuro segnato come cuoco, mi iscrivo in lettere moderne, mancando la laurea per un esame. Dal ’97 al ’98, giro le università di mezza Italia (Firenze e Roma, fra le altre), approdando di nuovo a palermo per iscrivermi alla facoltà di filosofia, dove mi laureo nel 2003 con una tesi in storia del teatro e dello spettacolo (c’entrano Eduardo de Filippo e la commedia dell’arte). 
Nel ‘90 conosco Pippo Spicuzza, regista e attore palermitano, con il quale debutto come attore nel suo Pinocchio (in realtà, il vero artefice rimane Roberto Spicuzza, che un paio di anni prima mi aveva insegnato a stare fermo sul palco). E nel ’96 mi avvicino alla regia, partecipando a un corso di specializzazione condotto da Raffaele Addamo, Umberto Cantone, Pietro Seffer, fra gli altri.

 

Nel 2003, io e la scrittura, c’incontriamo. Il merito va ad alcuni laboratori condotti da quella che è stata, di fatto, la mia iniziatrice, Beatrice Monroy. Nel 2004, a uno dei suoi tanti laboratori palermitani, conosco Luigi Bernardi (foto a destra), punto di riferimento prima, maestro in carne ed ossa poi (ma c’è voluto del tempo, nel 2004 ci parlavamo di rado).
Da qui inizio a scribacchiare, sia per la narrativa che per il teatro, dicotomia che ancora persiste, che scompiglia l’humus della mia scrittura, portandomi verso periodici ingarbugliamenti.
Nel 2002, insieme a Anton Giulio Pandolfo (foto a sinistra) e Roberto Spicuzza, fondo lacompagnia del Tratto,associazione che si occupa di nuove drammaturgie e che, dalla sua nascita a oggi, è stato il motore produttivo di ogni mia opera teatrale. Dal 2005, dirigo la compagnia con Anton Giulio Pandolfo (che nel frattempo è divenuto un prezioso compagno di scena), e con la collaborazione di Monica Andolina, Delia Calò, Valeria Di Matteo, Giada Robbiano e Francesco Di Fiore (foto a destra), il compositore che ha scritto le musiche di molti miei lavori.

 

La narrativa

Il 2006 è un anno importante. Nel 2006, superando ogni presentimento di disfatta, inizio a scrivere seriamente. Prima, qualche timido esercizio, aveva portato alcuni riconoscimenti (soprattutto in narrativa). Nel 2003 difatti pubblico il mio primo racconto (E’ tutto chiaro), con la casa editrice della Battaglia. Sempre nel 2003, un mio racconto (Cronaca) vince il concorso Fogli in aria, e viene distribuito presso le librerie in un originale pamplet. Nel 2004, vinco il concorso nazionale Trentarighe con il racconto Treossi, che viene pubblicato a novembre sulla rivista Il segnalibro. Nel 2005, arrivo secondo ex aequo al prestigioso concorso nazionale Lama e Trama con il racconto Quel giorno si dipartì. Nel 2006, vinco Lama e Trama con il racconto a N. e, sempre nel 2006, vinco il Festival del racconto di Agrigento (prima edizione) con Pensieri dal basso. Miei racconti sono presenti in alcune antologie e anche in rete (questo, per esempio). A novembre del 2007 esce per Perdisa pop (collana Babele suite), il mio primo romanzo, l'Ammazzatore.

 

La scrittura teatrale

Debutto nella scrittura teatrale con Uomor, un recital a tre voci che ripercorre la storia del teatro umoristico europeo. Uomor debutta a Palermo (teatro Tre) il 4 febbraio 2005. Va poi a Roma, al teatro dell’Orologio, a novembre 2005, per essere (credo) definitivamente accantonato fra le cose scritte.
Ciò che accadde all’improvviso è la mia prima opera di prosa. Scritta sul finire del 2005, debutta il 18 febbraio 2006 e, a novembre e dicembre dello stesso anno (e ancora per tutto 2007), gira per diversi teatri italiani.
Sempre nel 2006, scrivo il testo breve Il fatto sta, che debutta a Napoli vincendo, come miglior spettacolo, il premio La corte della formica; e replica a Roma (teatro al Colosseo), per il concorso Schegge d’autore, dove vince il premio alla migliore scrittura drammaturgia. Lo spettacolo replica inoltre, nell’arco del 2007, a milano (spazio mohole) e a prato (teatro la baracca). Parlando di corti teatrali, un altro mio testo (Cronaca da chissà dove) viene premiato a porto san giorno, al concorso M’hai detto – Mai detto, ancora nel 2006.
All’inizio del 2007, io e Luigi Bernardi, decidiamo di lavorare insieme a un progetto di scrittura teatrale. In un delirio a due, fatto di momenti di puro divertimento, nasce I tempi stanno per cambiare, che debutta nell’aprile del 2007. Sul finire dello stesso anno, I tempi stanno per cambiare vince il premio della giuria al concorso Oltreparola.
A giugno 2007, scrivo Ouminicch’, che debutta al Palermo teatro festival (teatro Nuovo Montevergini), per poi replicare a Napoli, Savona, Albenga.

 

I laboratori

Conduco (dal 2003) una decina di laboratori l’anno, insegno scrittura e educazione al teatro. Lavoro soprattutto nelle scuole, non disdegnando comunque altri contesti. In questo ambito, vale la pena ricordare almeno un paio di esperienze: il testo Bussano alla porta, che è stato premiato al VII concorso internazionale di drammaturgia per giovani Ernesto Calindri; e il cortometraggio Come sedie di profilo (da me diretto con la collaborazione di Emanuele Guida) che è stato tra i vincitori del concorso CinemAvvenire per la 63ma mostra del cinema di Venezia.

 

Il teatro per ragazzi

In questi anni, un po’ per diletto, un po’ per necessità (soprattutto per necessità), mi sono occupato di teatro per ragazzi. Ho scritto L’incredibile storia di un gatto e dei suoi stivali (2002), che conta più di 300 repliche; Storie piccole piccole (2003); Pollicino (2004); Scrooge (2007), tutti prodotti dalla compagnia del Tratto. Di questi lavori, per i quali non provo una simpatia particolare, qui non troverete alcuna traccia (chi volesse conoscere proprio tutto, clicchi qui)

 

Le regie

Mi sono avvicinato alla regia relativamente da breve, e l’ho fatto con cautela, dividendola con alcuni compagni d’avventura. Soprattutto con Anton Giulio Pandolfo, con il quale ho co-diretto Ciò che accadde all’improvviso, Il fatto sta e Ouminicch’. E con Luigi Bernardi, per I tempi stanno per cambiare.

 

Come attore

Recito dal 1990 (Pinocchio, come si è detto). Prima di approdare all’interpretazione delle cose che scrivo e che, nel bene e nel male, mi somigliano, mi sono assoggettato a esperienze che preferisco dimenticare. E che pertanto qui non ricorderò. Con un’eccezione: nel 2006 ho avuto l’onore di interpretare il Gaijin, nell’omonimo spettacolo scritto da Luigi Bernardi, diretto da Maurizio Spicuzza e prodotto da la compagnia del Tratto.